Progetto dei ragazzi di Corleone

Le attività di alternanza scuola-lavoro si sono svolte in due momenti:

 Il primo anno (A.S. 2015-2016) ci siamo cimentati nel compito di “Ciceroni” durante le giornate FAI di primavera, impegnandoci a presentare al pubblico i Sette Oratori delle confraternite Bianche di Corleone. Siamo stati divisi in gruppi ed ad ognuno di noi è stata affidata una struttura, presso la quale abbiamo conosciuto e imparato la storia del complesso monumentale. Parte delle ore è stata poi spesa nella biblioteca comunale “Francesco Bentivegna” di Corleone; ci siamo cimentati nella catalogazione dei testi e nella lettura dei testi proposti.

SAN DOMENICO  L’Ordine dei Padri Domenicani cominciò a inserirsi nella realtà corleonese nel 1547, grazie alla figura del domenicano Padre Tommaso Fazzello. I corleonesi, catturati dalle virtù del frate, manifestarono il desiderio di erigere un convento che ricordasse la figura di San Domenico. Monsignore Vincenzo Firmaturi concesse ai Domenicani la chiesa di San Nicolò, al Piano delle Donne ma tale luogo non venne ritenuto adatto poiché la zona in cui sorgeva era soggetta a frane. I Domenicani dunque cedettero a Monsignore Giacomo Gatto la Chiesa di San Nicolò e in cambio ebbero delle case dirute, dette di Sarzana, per costruire la chiesa.

 I lavori ebbero inizio nel 1554. La costruzione della chiesa e del convento furono ultimate grazie alla donazione di Giovan Battista Scarlata, padre del domenicano Alessandro Scarlata, che aveva lasciato per testamento la terza parte della sua eredità. I Padri domenicani, per riconoscenza al benefattore e alla moglie, eressero presso l’altare un sepolcro con due sarcofagi in marmo policromo. La Chiesa di San Domenico, a croce latina con tre navate, dopo la chiesa Madre, è l’edificio religioso più grande e prestigioso di Corleone.

  •   Al suo interno si possono ammirare moltissime opere:
  • -una tela del XVII secolo raffigurante San Domenico;
  • -una tela raffigurante S. Tommaso d’Aquino con in mano il volume della dottrina, ai piedi un drago;
  • -la tela di San Domenico e la Madonna;
  • -una tela che rappresenta la Crocifissione, del tardo settecento e di autore ignoto.
  • Di notevole pregio e interesse artistico sono: l’acquasantiera di marmo lavorato del XVI secolo, la statua in legno di S. Vincenzo, del XIX secolo, decorata in bianco e nero, gli eleganti arredi settecenteschi e la tela della Madonna del Rosario col Bambino Gesù e i quattro santi domenicani, opera attribuita a Fra Felice da Sambuca e risalente agli inizi del XVII secolo.

 

  • COMPAGNIA DEL SS. ROSARIO Nel 1570 fu istituita la Compagnia del SS. Rosario che ancora oggi partecipa, con sentita devozione, ai riti del Venerdì Santo. Nel 1606, furono acquistate le case di Maria Mondello attigue alla chiesa per costruire l’Oratorio della Compagni, il quale attualmente versa in cattivo stato di conservazione.

 

MARIA SS ANNUNZIATA La chiesa dell’Annunziata, situata all’interno del complesso  monumentale del vecchio Ospedale dei bianchi, venne edificata nel 1338

  • La chiesa conserva un prezioso pavimento maiolicato e alcuni tratti delle lesene stuccate e gli angoli d’imposta della volta.
  • Qui si trovava l’oratorio della Compagnia del SS. Nome di Gesù , fondata il 12 dicembre del 1650.

        Negli anni Settanta la Compagnia non partecipò più ai riti della   Settimana Santa per vari motivi, tra cui il crollo della volta della chiesa di Maria SS. Annunziata, ma grazie al caparbio impegno di alcuni Confrati, nel 2009, l’antichissima compagnia ha ripreso le sue attività.

  • La chiesa apre le sue porte per la giornata del Venerdì Santo per il rito della vestizione dei confratelli e per l’uscita, a notte inoltrata, del cristo risorto trasportato dai Confrati nella chiesa madre del paese, per le celebrazioni dei riti della pasqua  molto seguiti e sentiti da tutta la comunità corleonese. OPERE L’altare centrale custodisce la statua del “Cristo  risorto” di  manifattura lignea e risalente al XVIII secolo, meglio conosciuta dai corleonesi come “U Signuri ca’ spina” – infatti, per rendere meglio il volo del cristo risorto verso il cielo, il piede sinistro della statua non poggia interamente sulla base, ma a metà di essa, come se vi fosse conficcata una spina SANTA CATERINA La Chiesa di Santa Caterina, il cui nome originale è quello della SS. Trinità , si suppone che sin dal 1300 fungesse da Chiesa Madre. Nel 1907 nella casa limitrofa vi si trasferì l’ordine appena costituito delle suore di Santa Chiara e nel 1908 la chiesa fu ammessa all’istituto.
  • Nella chiesa si conservano le antiche statue lignee di S. Caterina d’Alessandria e di Santa Barbara, risalenti rispettivamente al XVII secolo e al XVI secolo, e il sarcofago che conserva, ancora, i resti di Madre Teresa Cortimiglia. Nei locali retrostanti la sacrestia si trova la sede della Compagnia di S. Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, fondata nel 1760 ed ancora oggi partecipa ai riti della Settimana Santa di Corleone.
  • SANT’ELENA La Chiesa di Sant’Elena e Costantino venne costruita, come si evince da alcuni atti notarili, agli inizi del’300. Alla fine del XIV secolo venne costituita la Compagnia di Sant’Elena e Costantino e partecipa ancora oggi ai riti del Venerdì Santo. La Chiesa venne riedificata nel Seicento e venne eletta a parrocchia nel 2 novembre 1636. Nel 1643 la parrocchia fu soppressa per sentenza del Vicario Generale di Monreale con la motivazione che “l’ubicazione della chiesa era troppo lontana dalla cinta muraria”. Sant’Elena venne ripristinata come parrocchia filiale solo anni dopo. Il 22 dicembre 1929 il magistero venne affidato al sacerdote D. Salvatore Governali..
  • L’altare maggiore custodisce le due statue lignee di Sant’Elena e Costantino del 1539, opera dello scultore Giacomo De Dato, in mezzo a queste la statua del Crocifisso, mentre in un altro altare è sistemata la statua della Madonna della Rocca. L’altare di sinistra, invece, ospita una tela del XVIII secolo, raffigurante la Vergine con Gesù Bambino in alto e in basso San Leoluca e San Leone II papa, con scene di calamità avvenute nel paese Corleone.

ORATORIO DEI BIANCHI La storia ospedaliera del paese di Corleone è stata per secoli connessa all’attività della Compagnia dei Bianchi dello “Spirito Santo”,costituita tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500. Infatti la Compagnia riuscì prima a realizzare e poi a gestire, sino alla metà del ‘900, l’ospedale dedicato allo “Spirito Santo” prima e a “Vittorio Emanuele III” dopo, integrando anche l’assistenza religiosa per i ricoverati.

  • Tra il 1617 e il 1678, la Compagnia dei Bianchi decise di allestire la celebrazione del Venerdì Santo, che continua ad essere una delle più importanti celebrazioni religiose del paese. Annesso al complesso monumentale del vecchio Ospedale, si trova l’Oratorio della Compagnia dei Bianchi dello Spirito Santo impreziosito ai quattro lati dalle statue in stucco di San Rocco, San Leoluca, San Sebastiano. Un maestoso e ricco apparato decorativo in stucco si sviluppa lungo le pareti e la volta dell’oratorio per poi terminare nella calotta absidale.

          Di notevole importanza artistica era il pavimento in mattoni di maiolica raffigurante il “Transito di San Giuseppe”, purtroppo trafugato.Oggi la Compagnia apre le porte dell’Oratorio solo per il giorno del Venerdì Santo, per l’uscita del simulacro del Cristo e per il rito del “bacia piedi” al simulacro del Cristo Morto da parte di tutti i confrati, che conclude la lunga giornata del Venerdì Santo.

MARIA SS DEL MONTE CARMELO L’Oratorio della Compagnia di Maria SS. del Monte Carmelo si trova all’interno della Chiesa di Maria SS. del Monte Carmelo, più comunemente conosciuta dai cittadini d Corleone come la “Chiesa del Carmine” che fu costruita nel 1576. Costruito il convento vi fu annessa la chiesa, all’interno della quale fu fondata la Confraternita di S. Maria del Carmine.

  • Nel 1671 il convento del Carmine fu soppresso da un decreto della Santa Sede e fu riaperto nei primi di gennaio del 1672. Le leggi eversive del 1866-67 soppressero il convento definitivamente e i Padri lasciarono Corleone.
  • Oggi l’Oratorio presenta dei pregevoli stucchi, un pavimento maiolicato ed una notevole tela raffigurante la Madonna del Carmelo. L’ oratorio fu annesso alla chiesa nel 1606. Ad unica navata è chiuso dalla concavità dell’abside dove sono ubicati l’altare in muratura, la pala d’altare raffigurante la Madonna del Carmine e un tabernacolo ligneo. Presenta un affresco centrale non del tutto integro. Dei medaglioni in stucco affrescati decorano le pareti e raffigurano un santo cavaliere, l’Adorazione dei Magi e San Liborio nella parete a destra mentre nella parete di sinistra una Santa carmelitana, San Bernardo e l’Adorazione dei pastori. Accostati alle pareti laterali vi sono due seggi ad alto schienale con pannelli finemente decorati. La pavimentazione è in parte maiolicata e al centro del pavimento è collocata una cripta, a testimonianza della sepoltura dei confrati nell’oratorio.

MARIA SS DEL SOCCORSO  La Chiesa e il Convento dell’ordine Agostiniano vennero edificati intorno al 1382. Attiguo alla chiesa trecentesco si trova il bellissimo Oratorio della Compagnia della Madonna del Soccorso. I padri agostiniani offrirono ai confrati ospitalità nei locali del loro convento, la tutela della cappella della Madonna del Soccorso, una sacrestia da poter usare comunemente ai frati e un oratorio per i propri uffici, che i confrati si impegnarono ad abbellire. La Compagnia partecipa ancora oggi ai riti della Settimana Santa. L’Oratorio mostra una magnifica ed  armonica decorazione a tempera della volta e delle pareti interamente affrescate dal pittore corleonese Santo Governali nel 1759.  All’interno si conserva una pregevole statua di legno policromo della Madonna col Bambino,conosciuta anche come “Madonna della Mazza” e di notevole pregio è il pavimento maiolicato. Si presenta in discrete condizioni essendo stato recuperato e ben restaurato grazie all’impegno di don Calogero Giovinco, precedente rettore della chiesa. È stata consolidata la volta, sono state cucite le lesioni, sono state rifatte le architravi e recuperati degli infissi. Infine è stato effettuato un intervento di pulitura e consolidamento in sito del pavimento maiolicato e della statua lignea raffigurante la Madonna del Soccorso, nonostante ciò, necessiterebbe di lavori di manutenzioni relative alle coperture.

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