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CHIESA MADRE

 

Intitolata a San Martino Vescovo, la Chiesa Madre di Corleone fu benedetta nel 1383. Nel corso dei secoli è stata sottoposta a vari interventi di rimaneggiamento. Nel 1448 si svolsero alcuni lavori di ampliamento, nel 1638 fu innalzata la torre campanaria, nel 1663 vennero completati il presbiterio e la cupola e nel 1786, su progetto del sacerdote architetto Antonino Romano, la Chiesa prese la configurazione attuale: pianta a croce latina, con tre navate divise da pilastri sormontati da archi a tutto sesto, cupola su tamburo finestrato ed abside semicircolare. L’interno, di ampie dimensioni, è decorato da stucchi e pitture di vari artisti tra cui il corleonese Carmelo Salpietra, allievo di Vito D’Anna, autore dei quattro Evangelisti dipinti nei pennacchi della cupola, e Filippo Fazzone che nel 1913 affrescò la volta della navata centrale con scene della vita di San Martino.

Per il nostro percorso legato alle figure di santità corleonesi, vanno segnalate alcune opere della chiesa:

San Leoluca che difende la Città di Corleone”. E’ un dipinto di fra’ Felice da Sambuca, al secolo Gioacchino Maria Antonio Viscosi, nato a Sambuca nel 1734 e morto a Palermo nel 1805. San Leoluca è qui raffigurato mentre blocca con le mani l’ira di Cristo che sta per scagliare dei dardi. Rientra chiaramente in un periodo storico in cui poco veniva messo in luce l’aspetto misericordioso del Signore, mentre si calcava la mano sulla punizione di Dio per i peccati degli uomini.

San Bernardo da Corleone che riceve da Cristo la Comunione”. E’ opera settecentesca di fra’ Felice da Sambuca. San Bernardo in ginocchio riceve il pane eucaristico intinto nel Sangue del costato dallo stesso Gesù Cristo.

La Sacra Famiglia con San Leoluca e altri santi” e “L’Apparizione della Vergine a Santi Cappuccini tra cui San Bernardo”. Le due tele hanno una bella cornice in legno riccamente scolpito e provengono dalla Chiesa dei Cappuccini di Corleone dove San Bernardo dimorò nel 1635.

San Bernardo che prega in ginocchio, statua lignea posta ai piedi del Crocifisso.  San Bernardo era molto legato al Crocifisso e meditava sempre i misteri della Passione. Ai confratelli diceva sempre che bastava avere in convento un bel Crocifisso senza desiderare altro.

Dal convento dei Cappuccini di Corleone provengono anche altre tele conservate nel coretto della Chiesa Madre e due in particolare sono legate a San Bernardo. Si tratta di opere settecentesche di fra’ Felice da Sambuca e rappresentano due miracoli attribuiti al Santo corleonese. In una tela San Bernardo risana un giovane caduto da cavallo e nell’altra risuscita un morto.

Nella terza cappella della navata destra, dedicata a San Francesco, si custodisce la tomba della serva di Dio suor Maria Cira Destro.

CHIESA DI S. LEOLUCA

Nel suo aspetto attuale risale al Settecento, ma pare esistesse già nel XV secolo.

All’interno della chiesa vi è l’antico simulacro di San Leoluca, una statua molto antica, rimaneggiata nel Cinquecento dallo scultore Antonino Ferraro da Giuliana.

 

CHIESA DI S. BERNARDO

Fu costruita intorno al 1803 sul sito della casa natale di San Bernardo donata da Domenico Cammarata. Sull’altare maggiore è custodita una statua lignea del Santo, negli altari laterali si conservano alcune reliquie come la spada usata nel duello con Vito Canino, il ceppo di legno su cui posava il capo la notte e alcuni attrezzi del lavoro di calzolaio che faceva da giovane. Qui è possibile vedere anche il cordone di fra’ Girolamo da Corleone, cappuccino morto in fama di santità. L’opera più bella che si trova in questa chiesa è il quattrocentesco “Crocifisso”, proveniente dalla chiesa di S. Andrea. Si narra che dopo il duello con Vito Canino, il nostro San Bernardo, che al secolo si chiamava Filippo Latino, si rifugiò nella chiesa di S. Andrea e davanti a questo Crocifisso implorò il perdono e vide il Cristo chinare il capo.

 

CHIESA DI S. CATERINA

La Chiesa di Santa Caterina ha origini antiche e vi sorge accanto l’istituto delle suore francescane di Santa Chiara, fondato dalla ven. Madre Teresa Cortimiglia che qui è sepolta.

Nella chiesa si conservano le antiche statue lignee di S. Caterina d’Alessandria e di S. Barbara, rispettivamente del XVII e del XVI secolo.

E’ annesso all’Istituto un museo che custodisce varie testimonianze legate alla figura di Madre Teresa Cortimiglia.

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